Con la pubblicazione della direttiva di esecuzione 2014/19/Ue della Commissione del 6 febbraio 2014 è stata apportata una modifica all’allegato I della direttiva 2000/29/Ce del Consiglio che ha cancellato Diabrotica v. virgifera dagli elenchi degli organismi nocivi di interesse fitosanitario regolamentati nell’Unione europea. Questo ha determinato l’abolizione di tutti gli obblighi a carico delle autorità fitosanitarie degli Stati membri, inizialmente istituiti con l’intento di contrastare la diffusione dell’insetto, gestire i nuovi focolai che venivano via via rilevati e prevenire le infestazioni nelle aree indenni. Il 2014 è stato infatti anche l’ultimo anno di pubblicazione su L’Informatore Agrario dei risultati ufficiali del “Gruppo di lavoro sulla diffusione di diabrotica in Italia”.

Va sottolineato però che, come tutte le avversità fitosanitarie, anche per la diabrotica le previsioni di diffusione per l’anno a venire basate sulla presenza dell’anno in corso sono decisamente aleatorie.

Ne è dimostrazione proprio l’andamento della diffusione della diabrotica nel 2014: i vari bollettini diramati da Veneto e Lombardia a inizio stagione 2014 prevedevano infatti un’annata senza grossi problemi (la stagione 2013, caratterizzata da abbondanti precipitazioni primaverili e grande siccità estiva non è stata favorevole alle coltivazioni di mais, ma non lo è stata nemmeno per lo sviluppo delle popolazioni di diabrotica). Eppure, la presenza di larve 2014 è stata decisamente elevata perché durante l’inverno 2013 la temperatura media in buona parte della Pianura Padana non è mai scesa sotto lo zero e in alcune aree del Bresciano solo la minima è andata sotto zero, per altro per pochi giorni da gennaio a marzo. La mortalità invernale delle larve è stata decisamente bassa, praticamente nulla.

Per gli anni successivi alcune informazioni, purtroppo molto sporadiche e di difficile reperimento, si possono evincere dai bollettini emessi dalla Regione Lombardia e Veneto Agricoltura. In linea di massima le annate 2015, 2016 e 2017 sono state caratterizzate da una presenza costante della diabrotica, soprattutto negli areali altamente specializzati (monocoltura, aziende zootecniche) ma le informazioni disponibili sono esclusivamente riferite a dare indicazioni sui trattamenti in base ai risultati dei modelli o delle catture nelle trappole, senza entrare nel merito della presenza per provincia.

Nei principali areali maidicoli lombardi le condizioni piovose della primavera 2018 hanno creato condizioni favorevoli alla sopravvivenza delle larve neonate e, in appezzamenti caratterizzati da elevata popolazione nel 2017, è stata segnalata una elevata pressione dell’insetto. Lo stesso discorso vale per il Veneto, soprattutto nelle aziende in monocoltura di mais.
Per avere un’idea della tendenza della diffusione dell’insetto negli ultimi anni va evidenziato che in Toscana l’andamento generale delle catture di diabrotica del mais dal 2013 al 2017 conferma non solo la presenza ormai stabile del fitofago, ma anche l’aumento delle sue popolazioni. Per quanto riguarda questo secondo aspetto, durante il quinquennio di monitoraggio è stata riscontrata una costante diffusione della specie, che ora è presente in tutte le principali aree maidicole toscane.